Intervista a Silvia Rosullo

Marzo 2022.
Multilay non esiste ancora, non ufficialmente: nascerà solo sette mesi dopo, a ottobre.
Ma quando arriva Silvia Rosullo, oggi Responsabile Amministrativo, l’azienda comincia già a prendere forma nei numeri, prima ancora che nel nome.
Da allora Silvia non ha mai smesso di seguirla, passo dopo passo — al punto da definirla, prendendo in prestito una battuta di Stefano Vayno, “un po’ come una maternità”.
L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua storia e il suo punto di vista su un’azienda che, dice, “sta prendendo la sua strada”.

Partiamo dall’inizio: qual è la tua storia professionale?
Nasco in uno studio di commercialisti, dove ho lavorato per sei anni.
Tra i clienti che seguivo c’era SVS: è lì che è nato il passaggio. Sono entrata in SVS occupandomi di amministrazione, e a marzo 2022 sono approdata in quello che di lì a poco sarebbe diventato il gruppo Multilay. Ho seguito l’azienda fin dal primo giorno — mi ricordo perfino la fase in cui abbiamo scelto il nome.
L’ho vista crescere dal primo movimento contabile a oggi, ed è una soddisfazione enorme.

Che tipo di organizzazione avete costruito in questi anni?
Fin dall’inizio abbiamo impostato tanti processi, prendendo spunto in parte da SVS ma adattandoli alla realtà di Multilay. E funzionano: essendo un team piccolo, tutto si muove veloce, lavoriamo a stretto contatto e in modo molto diretto. Oggi siamo un team fisso di otto persone in ufficio, a cui si aggiungono diverse squadre che seguono più da vicino il lato operativo in cantiere.

Qual è, secondo te, il valore aggiunto di un’azienda come Multilay?
Spesso ci prendono in giro per l’età media piuttosto alta del team — ma è proprio questo il punto di forza. Ognuno porta un percorso professionale diverso, lungo, con un bagaglio che arricchisce il gruppo intero. In un certo senso, ogni persona è un livello diverso dentro Multilay, con il suo contributo specifico.

E il tuo, di contributo? Su cosa lavori davvero, giorno per giorno?
Il mio ruolo è trasversale, più che legato a un singolo progetto: monitoraggio, amministrazione, pagamenti, bilancio. Seguo l’azienda nel suo complesso, non una commessa alla volta.

Hai un sogno legato al futuro di Multilay?
La cosa più bella, per me, è che Multilay sta iniziando a prendere il proprio slancio in autonomia. La maggior parte dei lavori è nata in collaborazione con i soci fondatori, ma piano piano l’azienda si sta costruendo una strada commerciale tutta sua.

Se dovessi scegliere un solo valore che contraddistingue Multilay, quale sarebbe?

La collaborazione, senza dubbio. Qui nessuno guarda solo il proprio angolo di produzione: è uno spirito di squadra che si respira quasi senza accorgersene, dentro e fuori dal lavoro. Siamo un gruppo unito, punto.

Sei una donna che lavora nel mondo dell’edilizia, che è rimasto ancora un po’ maschile. Come vivi questo aspetto?
Lo vivo come uno stimolo, mai come un limite.
Il mio ruolo mi porta a incidere su bilanci, pagamenti, sui numeri che tengono in piedi l’azienda: è un contributo che mi rende fiera.
Mi piacerebbe vedere altre donne arrivare anche su ruoli più operativi, magari in cantiere — sarebbe un segnale importante di quanto il settore si stia aprendo, e un obiettivo su cui continueremo a lavorare.